Un Brano Contro Le Mafie | Musica, intervista a “Grossover”: Il rapper pometino che canta contro le mafie
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Musica, intervista a “Grossover”: Il rapper pometino che canta contro le mafie

Grossover (all’anagrafe Piergiorgio Grosso) è un ragazzo di Pomezia di 19 anni, di origini calabresi, con la passione della musica, più specificatamente del Rap: lo abbiamo contattato per farci sapere un po’ più di lui.

 

Ciao Piergiorgio, innanzitutto com’è nata questa passione? E a chi ti ispiri?

“Ciao Manuel, l’artista che mi ha fin da subito fatto innamorare di questo genere è stato Fabri Fibra, che nel 2006 nel mainstream comandava le classifiche con “Applausi per Fibra”, ma naturalmente sono stati fondamentali per me realtà anche undeground come i Co’Sang e Saga er Secco. Ho avvertito fin da subito la mia preferenza del Rap rispetto ad altri generi: già nel 2007 la mattina prima di andare a scuola ascoltavo i brani a rotazione su All Music ed aspettavo sempre il momento di Kanye West con la sua “Stronger”, nel 2009 poi a Sanremo mi ritrovavo a tifare per la canzone “Vivi per un miracolo” dei Gemelli Diversi, e, nell’era di Emule a cercare spesso i tag “Fabri Fibra”, “Marracash”, “Club Dogo”, “Rap Italiano” e simili, ascoltando miriadi di canzoni, al punto che grazie a queste digitazioni ho conosciuto artisticamente anche Danti, Gemitaiz e Canesecco, molto prima di essere conosciuti al grande pubblico. Tutti questi nomi mi hanno lasciato qualcosa dentro, che a tratti si nota anche nel mio modo di fare Rap.”

Hai composto una canzone dal titolo “Italia Libera” contro le mafie, da cosa è nata questa idea?

“Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, ho accettato la proposta di fare teatro a scuola entrando a far parte della compagnia nota ufficialmente col nome di “Artisti per caso”. Appena la mia professoressa di Diritto ed Economia Politica, (che ha curato il progetto nell’IIS Via Copernico),mi ha detto che avremmo dovuto presentare un’opera sulla Legalità, ho guardato dei film e mi sono informato un po’ per scrivere il testo, curando tutto nei minimi dettagli. Quando poi, ho saputo che la Regione Lazio aveva indetto un concorso di scrittura di un brano musicale sul tema della Legalità, nella cui giuria venivano citati nomi blasonati come il vincitore di Sanremo ’92 Luca Barbarossa, Carmen Consoli e Piotta, ho pensato di partecipare, dato che il brano già l’avevo pronto, ma più per vivere un’esperienza che con la pretesa di vincere, non ci avrei mai sperato! Invece con mia grande sorpresa sono  stato selezionato nei primi 10 su 85 brani,(riportati attualmente nelle versioni live nell’album “Un brano contro le mafie” con l’etichetta “Jaf Edizioni”) e poi il 23 maggio 2016 ho vinto il primo premio davanti a un pubblico di oltre 2500. Come dice un vecchio detto: mai dire mai…

Grazie a questa vittoria ti sei potuto esibire all’Auditorium Parco della Musica di Roma pochi giorni dopo. Raccontaci la tua esperienza.

“Quest’esperienza, concessami dalla Regione Lazio, mi ha fatto crescere parecchio e per la prima volta sono stato ospite in un evento così “altolocato” insieme a persone dello spettacolo importanti come Francesco Pannofino, Kasia Smutniak e Alessandro Borghi. Riuscire a realizzare nel Rap almeno un quarto di ciò che ha fatto Pannofino nel Cinema per me sarebbe un grande traguardo.”

Viste le soddisfazioni ottenute, ma non solo per questo, continuerai a scrivere su temi così “forti”?

“Come già ho dichiarato per REBI Network scrivo di tutto. Mi esibirò la mattina del 16 maggio 2017 all’Hotel Antonella in un evento privato, con inviti ufficiali, che ha come tema centrale il Femminicidio, affrontandolo in ogni forma di arte. Personalmente per l’occasione ho scritto una canzone Rap, che magari pubblicherò in rete più in là.”

 A proposito di femminicidio, grazie a Facebook sappiamo che stai lavorando per “Il Sogno di Clio”, uno spettacolo teatrale, che sarà presentato in diverse zone d’Italia, che ha al centro proprio il tema dell’uxoricidio. Quale sarà il tuo contributo? Quali saranno le tappe dell’opera più vicine alla nostra città?

“Sono stato ingaggiato dalla compagnia teatrale “Carmen Morello” per rappare. Ho scritto un brano inedito ispirato da una poesia famosissima della Grande Guerra, inoltre un piccolo adattamento del testo originale di una canzone del 1918 con la mia parte rappata, nonché i versi delle battles di freestyle simulate e la relativa scelta di strumentali americane come di consuetudine nei contest di freestyle. Le tappe più vicine a Pomezia sono proprio le prime: il 4 Giugno a Roma, presso il Salone Margherita, e il 9 e il 10 Giugno al Teatro Moderno di Latina. I biglietti sono acquistabili su: www.diyticket.it”

 Per ultima cosa, hai in serbo per noi altre sorprese? 

“Dopo l’estate 2017 comincerò a pubblicare brani inediti regolarmente in rete. Vedremo cosa ne uscirà fuori. Per adesso ho i piedi a terra e la penna in pugno. Grazie mille per questa intervista, per me che abito a Pomezia da 10 anni è un vero onore!”

“Un’altra emozione fortissima è legata all’esibizione al Teatro del Lido di Ostia del 17 dicembre 2015, in un post su Facebook nel mio profilo pubblico (Pierregeorge Legrand, ndr) scrissi: “Oggi è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Senza togliere nulla alla seconda replica, è lo spettacolo della mattina che mi ha fatto emozionare. Il pubblico era composto da più o meno miei coetanei. Alla terza barra tutti quanti già battevano le mani, ed è stato come unirsi al pubblico,  anzi, come se fossimo un unico corpo. Nel mio cammino ne ho affrontati molti di “momenti brutti”. Oggi per me è stato come passare dall’inferno al paradiso per tutti quei minuti di esibizione. “

ilcorrieredellacittà.com
 

 



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